Chi Sono

       "La psicoterapia dovrebbe fare sentire alla persona 
             che sta tornando a vivere"  G.A. Kelly

Sono Psicologa e Psicoterapeuta, laureata presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova, e diplomata presso la Scuola di Psicoterapia Costruttivista (ICP). Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi del Veneto (n. 8507).

Attualmente opero in ambito psicoterapeutico come libero professionista sul territorio di Padova e nella provincia di Piove di Sacco (presso il Centro Polispecialistico Fisiopiove).

Offro interventi di sostegno, consulenza e psicoterapia e mi avvalgo degli strumenti di diagnosi e trattamento della Psicologia dei Costrutti Personali (PCP).

“La psicoterapia dovrebbe fare sentire alla persona che sta tornando a vivere”  dovrebbe infatti contribuire a rendere le persone padrone del proprio destino, permettere di restituire libertà di scelta e possibilità di movimento laddove esse si descrivono come bloccate o in balia degli eventi. L’idea è quella di poter elaborare una nuova narrazione di sé e della propria vita, entro cui la persona si senta il personaggio principale, capace di influenzare e modificare gli eventi che la riguardano.

Talvolta rivolgersi ad uno Psicologo può diventare una scelta sofferta, costellata di dubbi e perplessità. Si può infatti temere di essere giudicati e non compresi. Chiedere aiuto può apparire difficile, in quanto può farci sentire deboli, incapaci, bloccati, all’ “ultima spiaggia”. Si può pensare di non aver  abbastanza coraggio, oppure che i propri problemi siano incomprensibili. Si può provare vergogna, senso di colpa, paura, incertezza. Può anche accadere di domandarsi “cosa penseranno gli altri?”. Ci si potrebbe anche aspettare di ricevere ricette e consigli su cosa fare per stare meglio, oppure credere che non ci sia nessuna differenza tra un’amico intimo con cui confidarsi e lo psicologo. Si può anche temere di avere una conferma dolorosa rispetto al proprio sentirsi “malati”.

Tuttavia queste perplessità lungi dall’essere viste solo come paure del paziente possono essere considerate il punto di partenza della relazione terapeutica.

La psicoterapia è infatti a mio avviso in primis una relazione umana, e in quanto tale germoglia da quelli che sono i desideri, le paure, i bisogni e gli obiettivi di ciascuno di noi. E da questi in terapia si deve partire. Di fronte ad una persona che soffre, ritengo che la prima cosa importante NON sia stabilire se la situazione sia risolvibile o meno, quanto grave sia, e neppure tentare di individuare la diagnosi giusta.

Il primo passo necessario è quello di domandarsi come terapeuti, cosa poter fare per aiutare questa persona a stare meglio. Questo mi è possibile osservando e descrivendo la persona che ho di fronte a prescindere (sembrerebbe incredibile!) dal suo problema. Gli esseri umani non sono dei problemi, bensì vivono e affrontano dei problemi, il che è radicalmente differente. Io pongo la mia attenzione su questo. Su come le persone pensano, sentono e agiscono per comprendere come si è originato ciò che adesso è vissuto con sofferenza. L’attenzione non è quindi centrata solo sul problema e sulla sua risoluzione bensì sull’universo di significati attraverso cui la persona interpreta il mondo che lo circonda, ed entro cui si origina il malessere stesso.

“La teoria dei costrutti personali guarda al cambiamento come al modo di interpretare le cose, non come al comportamento: “l’attenzione è sulla filosofia generale della persona piuttosto che sul condizionamento di specifici comportamenti”. Il cambiamento è possibile solo nella misura in cui la persona percepisce come significativo il movimento che sta realizzando nella sua vita”.  (F. Epting)

Questa idea che ho della psicoterapia oggi, è frutto di un lungo percorso di studi ed esperienze di formazione che mi hanno portato negli anni a modificare radicalmente la mia idea di terapia, di paziente e di terapeuta stesso. Quello che oggi contraddistingue il mio approccio terapeutico è frutto dell’incontro con il Costruttivismo che ha forgiato prima di tutto la mia idea di individuo, ancor prima di aver trasformato ciò che chiamavo malattia.

Se dovessi racchiudere la mia idea di Psicoterapia in una metafora userei quella di un viaggio…

viaggio

Mi occupo di disordini e/o difficoltà emotivo-relazionali che coinvolgono l’individuo dall’età infantile alla senilità. Rispetto a ciascuna fase di vita della persona, il mio intervento è focalizzato su alcune tematiche in particolare.

Per quanto riguarda l’adulto intervengo prevalentemente in casi di ansia, attacchi di panico, depressione, Disturbi Post Traumatici da Stress, Disturbi alimentari e dell’immagine corporea, Disturbi riguardanti la sfera sessuale. Ultimamente ho rivolto la mia attenzione alle così dette nuove dipendenze (gioco d’azzardo patologico, dipendenza da cellulare, porno-dipendenza, cyber-bullismo). Per quanto riguarda il lavoro con le coppie, mi occupo prevalentemente di situazioni di crisi e stasi nella vita di coppia, in particolare infedeltà e perdita del desiderio sessuale. Presso il centro Fisiopiove, mi occupo anche di Psicologia dello Sport (sostegno post intervento/infortunio, motivazione, ansia da prestazione, regime alimentare, overtraining, burn-out).

Per quanto riguarda l’età infantile, la pre-adolescenza e l’adolescenza lavoro in collaborazione con altri specialisti (Logopedisti), con la famiglia e la scuola in casi di diagnosi di BES e Disturbi dell’apprendimento (DCA), occupandomi sopratutto di sostegno emotivo (depressione, motivazione) e di educazione comportamentale. Mi occupo anche di Disturbi del Comportamento, sia in un ottica di prevenzione che di trattamento. In particolare mi riferisco a disordini che riguardano la sfera alimentare (anoressia, bulimia), sessuale (disordini di genere e di orientamento sessuale) e della condotta (bullismo, cyberbullismo, dipendenza da sostanze e dai social). Intervengo sia in situazioni conclamate attraverso percorsi di psicoterapia che attraverso consulenza e sostegno, per problematiche legate alla fase evolutiva e/o a particolari momenti di crisi.

Per quanto concerne l’età senile mi occupo prevalentemente di tematiche inerenti il benessere dell’anziano. Nello specifico il mio interesse riguarda tematiche come l’accettazione del deterioramento cognitivo, della perdita della mobilità fisica, convivenza con malattie più o meno invalidanti, sessualità. Anche in questo ambito il mio focus è sul vissuto cognitivo-emotivo della persona anziana che si trova a fronteggiare cambiamenti pervasivi nella propria identità sopratutto a livello di autonomia e consapevolezza. Quando possibile e/o utile coinvolgo la rete di relazioni primarie (familiari) entro cui l’anziano è inserito, per favorire un miglioramento nel contesto di vita quotidiano.

Da poco ho iniziato a collaborare, in qualità di caporedattrice, con la Rivista Italiana di Costruttivismo (RIC), rivista che dal 2013 ha l’obbiettivo di diffondere la conoscenza dell’approccio costruttivista e della Psicologia dei Costrutti Personali.